Tra Lucca-Milano-Roma-Venezia si dipanano i percorsi esistenziali di Nanni Delbecchi nel volume edito da editoriale Aliberti Se lo spazio si cura con il tempo e il tempo con lo spazio, viaggiare può essere un modo per curare la finitezza esistenziale. Quando invece lo spazio si riduce, come nel periodo di clausura pandemica, e il viaggio più lungo diventa una passeggiata, non resta che compensare con il tempo cioè viaggiare nel tempo.

Sono anche e forse soprattutto viaggi nel tempo Le quattro passeggiate di Nanni Delbecchi, edite da Aliberti e concepite prima della clausura da covid. Non per niente la parola “tempo” ricorre spesso tra le pagine, le vie e le piazze. E così arrivare in orario a Venezia è impossibile o addirittura “sospetto”, e quando dentro alle mura di Lucca è già buio fuori non è ancora tramontato il sole (per stare alle cose meno metafisiche).

Lucca, Milano, Roma e Venezia sono le quattro città dove si snodano le passeggiate, fatte di tutte quelle cose di cui sono fatte le passeggiate in generale e quelle letterarie in particolare. Vale a dire ricordi, incontri e digressioni casuali, tracce del passaggio di altri giornalisti/scrittori arrivati prima. Come Giancarlo Fusco a Roma e Alberto Ongaro a Venezia, al quale è dedicato il libro. Più che singole passeggiate sono stratificazioni mnemoniche di passeggiate, rievocazioni di diverse passeggiate o percorsi esistenziali, scritte con quella distanza che semplifica e smussa gli angoli delle cose, con quel disincanto che non toglie ma aggiunge magia narrativa.

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